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CALIGOLA

23 Aprile, 2026 - 25 Aprile, 2026
caligola

CALIGOLA

Dal 23 al 25 Aprile 2026

La celebre pièce di Albert Camus

15 attori in scena

Acclamato dal pubblico e dalla critica in Italia e in Europa

CALIGOLA

EVENTO VALIDO ANCHE PER CARD / ABBONAMENTI 

GENNARO DUCCILLI

CALIGOLA

di Albert Camus

Regia Gennaro Duccilli

Assistente alla regia Bianca Trudu

Scene Sergio Gotti

Luci Antonio Accardo

Costumi Giulia Cilia

Sound Design Giulio Duccilli

 

con

Gennaro Duccilli, Paolo Ricchi, Maurizio Castè, Eleonora Mancini, Giordano Luci, Maria Angelica Duccilli, Fabrizio Rinaldi, Lorenzo Romanazzi, Natale Russo,Bella De Cesaris, Giulia Lovisa, Ilenia Pierluigi, Arianna Fetahagic, Flavio Tempesta, Raffaello Micheli.

Chi è Caligola?
Il “mostro” che la letteratura e una certa storia ci hanno tramandato? L’imperatore romano che Svetonio, nel suo Vite dei Cesari, dipinge come folle e sanguinario? Il tiranno che, in preda a una narcisistica smania di potere, fece senatore il suo cavallo per disprezzo del senato? O Caligola è, invece, un personaggio visionario, irrimediabilmente segnato dalla morte dell’adorata sorella-amante Drusilla,
che si tortura nella ricerca dell’Impossibile, fino a cadere in un gorgo di disperazione, delirio e crudeltà?

Caligola è tutto questo. E forse qualcosa di più profondo, più sfuggente, più nostro.

Caligola – Damnatio Visionis nasce dal testo di Albert Camus, nella sua stesura più poetica, più rarefatta, più visionaria. Un testo che non racconta la cronaca di un imperatore, ma esplora il vuoto, l’assoluto, l’abisso di senso e di potere.

L’allestimento prende vita sulla riva settentrionale del lago di Nemi, presso Roma, luogo carico di memoria e mistero. Proprio qui Caligola fece costruire due navi cerimoniali in onore della dea Diana — navi gigantesche, portatrici di templi galleggianti. Affondate per secoli, rimosse dalla storia, non citate da alcun autore romano, eppure esistite, recuperate e poi nuovamente perdute nel fuoco. Un destino che parla già di cancellazione, rimozione, damnatio memoriae.

Accanto a questo materiale drammaturgico e simbolico, si innesta una scelta scenica radicale: un ledwall di cinque metri per otto domina la scena. Non è sfondo. È materia viva, cuore pulsante. Costruisce un percorso visivo immersivo, fatto di immagini, riprese, apparizioni, archivi, strappi. Una visione che assedia, che resiste alla cancellazione. Il titolo — Caligola – Damnatio Visionis — fonde due idee: il Caligola di Camus, e una condanna non al nome, ma all’immagine. Nell’antica Roma, la damnatio memoriae era la condanna al vuoto:
il nome scalpellato, il volto distrutto, il ricordo bandito. Ma questa condanna fallisce. Fallisce sempre. Perché la memoria è instabile, e la visione non obbedisce.

Il nostro Caligola non è un corpo. È una presenza visiva. È ciò che torna anche quando lo si vuole dimenticare. È ciò che riappare quando credevamo di averlo eliminato.

Le proiezioni non illustrano. Feriscono. Le immagini non spiegano. Riaprono. Caligola – Damnatio Visionis è anche uno spettacolo nello spettacolo, una installazione teatrale, una drammaturgia visiva parallela, dove i materiali video diventano carne, tempo, rovina. Questa è la storia di ciò che non si può uccidere: dell’immagine che sopravvive alla censura, della visione che rifiuta l’oblio, del potere che, nel tentativo di distruggere se stesso, si eternizza come icona. Come scriveva il filosofo inglese George Berkeley: Esse est percipi — essere è essere percepito. E allora, se essere significa essere visti, Caligola – Damnatio Visionis è il fallimento dell’oblio.
Perché ciò che è stato visto non può più essere non visto. La memoria è fragile. Ma la visione è ostinata. E Caligola, forse, è ancora lì. Dietro lo schermo. Dentro di noi.

REPLICHE

23 APRILE 2026 ORE 20:30

24 APRILE 2026 ORE 20:30

25 APRILE 2026 ORE 20:30

Dettagli

Organizzatore

  • Teatro Ghione
  • Numero di telefono 06/6372294
  • Email info@teatroghione.it