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GLI IMPERI DELLA MENTE

28 marzo

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28 marzo 2022 ore 20:30


di e con Elio Crifò

con la partecipazione straordinaria del prof. PAOLO CREPET

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LO SPETTACOLO

E’ costituito da due tempi. Il primo è un monologo di Elio Crifò, il secondo è una lectio magistralis del prof. Paolo Crepet. Attraverso due punti di vista, quello psichiatrico e sociologico di Crepet e quello filosofico-teatrale di Crifò,  “Gli Imperi della mente” diventa un’analisi collettiva, una seduta psicanalitica della nostra epoca, una discesa agli Inferi, un tuffo nel malessere dell’uomo contemporaneo per cercare alternative al buio dell’anima e della mente in cui siamo immersi. Lo spettacolo è un susseguirsi palpitante di ragionamenti, battute, polemiche, riflessioni filosofiche, citazioni che trasportano lo spettatore dalle radici dell’Inferno di sé fino a… riveder le stelle della propria anima perduta.

I DUE PUNTI DI VISTA

PAOLO CREPET

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Una delle insidie più pericolose e sottovalutate della nostra epoca, è il progressivo deperimento – se non addirittura l’estinguersi – della passione, passione intesa come sfida lanciata al mondo e a se stessi per continuare a migliorarsi, a sperare, a sognare.

Perché la passione possa vivere ha bisogno di coraggio. Il coraggio e’ quella forza che tende a immaginare il futuro, e’ l’elemento visionario che fa la differenza nelle scelte umane e, in questo preciso momento storico, c’e’ bisogno di tanto coraggio per affrontare e inventare un futuro, soprattutto per le nuove generazioni. Nella cultura tecnologica in cui viviamo anche il coraggio è diventato un’astrazione virtuale, svuotato di senso, così abbiamo una società in cui uomini e donne vagano senza bussola, i giovani sono accecati dal presente e i vecchi incartapecoriti nel ricordo. Bisogna avere coraggio, il coraggio di educare, di dire no, di ricominciare, di avere paura, di scrivere, di immaginare, di creare, il coraggio d’inventarci un mondo nuovo, se non vogliamo che siano altri a inventarlo per noi. Dobbiamo avere dei giovani coraggiosi che lottino per i loro sogni e che, pian piano, realizzino concretamente piccole  porzioni di quei sogni,  per non ritrovarsi tristi e rassegnati a non credere più in nulla. Abbiamo ucciso l’ambizione quasi fosse un male.. ma se siamo qui è perché ci sono stati dei visionari. La verità è che tutto quello che è comodo è stupido! Le cose semplici, facili, comode non sono le cose migliori che abbiamo fatto nella vita. La vita non è una maglietta da 9 euro e novanta che dopo tre lavaggi in lavatrice la puoi buttare… ma un vestito di Valentino cucito apposta per ognuno di noi. La vita è grande!

ELIO CRIFO’

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“Ormai vedo solo persone con la mente in frantumi. E’ come se la nostra epoca stesse disintegrando la psiche dell’uomo del terzo millennio. È come se tutto cambiasse più rapidamente delle nostre mutazioni naturali e inseguiamo affannosamente il nostro presente”…

Il presente che viviamo è una corsa affannosa… ma anche correndo in continuazione siamo sempre in ritardo, non riusciamo a sdraiarci comodi nella poltrona del nostro tempo, delle nostre esperienze, dei nostri affetti, delle nostre passioni, dei nostri amori! Siamo disarmonici, squilibrati, infelici, affannati… è in questo modo che ci descrivono molti filosofi e sociologi contemporanei. Questo virus dell’infelicità viene prodotto dalla società che, attraverso la scuola, crea una cultura ignorante, attraverso le Chiese una religione non sacra, attraverso il linguaggio un’incomunicabilità sociale, attraverso la pubblicità e le tecnologie digitali induce alla stupidità e all’azzeramento delle emozioni. Secondo studiosi attuali come Byung Chul Hann, FranK Furedi, Emanuele Severino, coltiviamo vuote saggezze e vuoti valori, che danno luogo a personalità vuote e a menti vuote.

E’ ancora possibile sognare un mondo diverso, una persona diversa da quella che siamo? E’ ancora possibile sognarlo nei nostri letti, con le sveglie pronte a suonare ogni mattina? E’ ancora possibile respirare il senso dell’eternità nello smog delle nostre città? E’ ancora possibile cogliere l’intreccio nascosto che unisce il Visibile con l’Invisibile… anche se la luce del divino è offuscata da quella dei led pubblicitari? E’ ancora possibile seguire quella disciplina del «Conosci te stesso» che conduce a quella che noi chiamiamo felicità?

Dettagli

Data:
28 marzo
Categorie Evento:
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Luogo

Teatro Ghione
via delle fornaci 37
Roma, Italia
+ Google Map:
Telefono:
06/6372294
Sito web:
www.teatroghione.it