Se questo è un uomo

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Dall’opera di: Primo Levi
Regia: Daniele Salvo
GHIONE produzioni


La nostra realtà quotidiana è fatta di illusioni, immagini preconfezionate, profonde convinzioni, sogni a buon mercato. Viviamo quotidianamente l’illusione dell’identità. Costruiamo carriere, rincorriamo posizioni sociali, crediamo di “essere” qualcosa o qualcuno, pensiamo di lasciare un segno nella Storia con le nostre azioni, coltiviamo il nostro misero “ego”, discutiamo di politica, di opportunità, ci sentiamo superiori, dispensiamo giudizi, ci agitiamo al caldo delle nostre case e delle nostre famiglie. Ci “intratteniamo” pensando di “ingannare il tempo”.

Noi, fortunati abitatori del ventunesimo secolo. Tra il 1940 e il 1945 alcuni uomini sparirono improvvisamente nel gorgo della Storia. Erano uomini comuni, di razze, lingue, provenienze diverse. Uomini che da un giorno all’altro, senza alcuna avvertenza, vennero gettati violentemente nella realtà allucinante di Auschwitz, Birkenau, Mauthausen, Buchenwald e di molti altri Lager nazisti, nel cuore di quella che oggi è la moderna Europa. Di loro non restò nulla, di molti non si seppe più nulla.

Cosa significa oggi, 70 anni dopo, affrontare ancora una volta lo sterminio nazista ed interrogarsi sui motivi e sulle ragioni storiche che portarono l’umanità al periodo più buio della sua storia? In periodo di revisionismo, memoria a breve termine, canzonette, fiction televisive, teatro d’intrattenimento, pornografie performative, reality show ed eroi di un giorno, incontrare la voce di Primo Levi, porta a profonde riflessioni sul senso della nostra vita.

In anni di conformismo, viltà, superficialità, vuoto di intenti ed ideali, in anni in cui i “giovani” vengono strumentalizzati, piegati al mercato, ridotti a consumatori senza personalità, la testimonianza di Levi parla direttamente alle nostre coscienze, ci scuote violentemente, mette in campo sentimenti ed emozioni private e profondissime. Molti uomini in quegli anni morirono per noi, per assicurarci un futuro possibile, una speranza di civiltà. Noi oggi, frivoli abitatori del nostro tempo, noi, convinti che la LIBERTA’ sia qualcosa di certo o scontato, abbiamo una immensa responsabilità, dobbiamo assolutamente mantenere una promessa scritta con il sacrificio e il sangue.

Con la distanza del tempo non dobbiamo, non possiamo dimenticare e ci permettiamo di entrare nella stanza di Levi, in punta di piedi e con estrema attenzione e profondo rispetto, tentando di restituire alle sue memorie l’inaudita umanità e la straordinaria forza della sua voce perduta. Voce sincera e potente che ci porta direttamente ed inavvertitamente nel cuore del Novecento, al centro del petto di chi è stato offeso ed umiliato.

Daniele Salvo

RECENSIONE

“ Una rappresentazione forte, lucida, commovente, decisa.
Ardua e coraggiosamente affrontata, la sfida di riuscire a scegliere solo alcune pagine da
condividere con immagini eloquenti e alternanza di ruoli, ed in modo efficace si è ben
definita la sequenza di momenti e di riflessioni centrali. Un insieme di testi e sequenze ben
articolati per toccare l’anima dei più giovani ai quali per primi vanno indirizzate simili
iniziative, offrendo una lettura coinvolgente e puntuale, suscettibile di domande, riflessioni,
analisi. Un lavoro che può riguardare un pubblico eterogeneo e che può aiutare a capire e
discutere di quanto è accaduto con senso di responsabilità collettiva, verso un passato
che appartiene dolorosamente a tutti ed un futuro che interamente dipende da questa
consapevolezza. Un approccio al teatro come luogo che può andare al di là dello
spettacolo e diventare luogo di dialogo, di partecipazione e costruzione di identità sociale
e che ben può rappresentare un modello sul quale ulteriormente articolare un dialogo
itinerante, con altre letture, altri settori e altre sedi.
Grazie per averci testimoniato con questa scelta il vostro senso di attenzione e
condivisione tra le diverse generazioni e le diverse “parti” di queste pagine di storia del
nostro Paese”
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